LO STILE DI VITA DELLE PERSONE SANE, INTEGRE, COSCIENTI: UN PROGRAMMA IN 8 PARTI.

yoga

Per quasi tutti noi, le parole stile di vita sano evocano immagini di pasti a basso contenuto di grassi, regimi di esercizio fisico quotidiano e l’eliminazione di alcol, tabacco e droghe ricreative. Anche se tutte queste strategie sono positive per la salute, quello che manca a quasi tutti noi è la concentrazione sulla cura quotidiana di se stessi in senso emotivo. Tendiamo ad occuparci degli aspetti fisici della salute, ignorando la dimensione emozionale, i pensieri e i sentimenti, e persino lo spirito e l’anima.

Eppure le emozioni sono l’elemento chiave nella cura di se stessi, perché consentono di partecipare al dialogo corpo/mente. Entrando in contatto con le nostre emozioni, ascoltandole e indirizzandole grazie alla rete psicosomatica, riusciamo a ottenere l’accesso alla saggezza risanatrice che entra nei diritti biologici naturali di tutti noi.

E come possiamo farlo? Prima di tutto riconoscendo e rivendicando le nostre sensazioni, non soltanto quelle che vengono considerate positive. Collera, dolore, paura…queste esperienze emotive non sono negative di per sé, anzi sono essenziali per la nostra sopravvivenza. Abbiamo bisogno della collera per definire dei confini, del dolore per affrontare le perdite e della paura per proteggerci dal pericolo. E’ solo quando queste emozioni vengono negate, cosicché non  possono essere elaborate dall’organismo in modo facile e rapido ed eliminate, che la situazione diventa tossica. E più le rinneghiamo più aumenta la loro tossicità finale, che spesso assume la forma di una esplosione di emozioni represse. E’ allora che le emozioni possono diventare dannose tanto per noi stessi quanto per gli altri, perché la loro espressione diventa schiacciante, a volte addirittura violenta.

Quindi il consiglio è di esprimere tutte le emozioni, senza badare a quali di esse siano ritenute accettabili, e poi lasciarle andare: è quello che intendono i buddisti quando parlano di non attaccamento all’esperienza. Lasciando libero sfogo a tutte le emozioni, quelle “cattive” si trasformano in “buone” e noi, in termini buddisti, siamo liberi dalla sofferenza. Quando le emozioni sono in movimento e le sostanze chimiche fluiscono nel corpo, si sperimentano sensazioni di libertà, speranza, gioia, perché ci si trova in uno stato sano e integro.

Esploriamo quindi 8 importanti modi di utilizzare la percezione e l’intenzione per inserirsi nella rete psicosomatica allo scopo di prevenire le malattie e potenziare al massimo la salute:

1. PRENDERE COSCIENZA DI SE’: la maggior parte delle scelte di vita comporta un’alternativa fra cose che facciamo o non facciamo. Vorrei però prendere in esame una scelta che riguarda piuttosto l’essere che il fare (dopotutto noi siamo esseri umani, non fatti umani), e precisamente la decisione di prendere coscienza di sé. Una coscienza completa deve comportare la percezione del nostro stato non solo mentale, ma anche emotivo, e persino delle esperienze base di carattere fisico. Più siamo coscienti, più siamo in gradi di “ascoltare” la conversazione che si svolge fra livelli autonomi o subconsci dell’unità corpo/mente, in cui si svolgono funzioni essenziali come il respiro, la digestione, l’immunità, il controllo del dolore e la circolazione sanguigna. Soltanto allora possiamo inserirci in quel dialogo, sfruttando questa consapevolezza per esaltare l’efficacia del sistema autonomo, in cui salute e malattia si determinano attimo per attimo.

2. ACCEDERE ALLA RETE PSICOSOMATICA: rendendoci conto che le funzioni fisiologiche corporee sono strettamente correlate allo stato in cui viviamo ed alle emozioni nocive che tratteniamo su di noi. Farò un esempio concreto relativo alla capacità di alterarsi del flusso sanguigno sotto stimolo emozionale: le persone diventano “bianche come un lenzuolo” quando ricevono una notizia sconvolgente; oppure “rossi come un pomodoro” quando si arrabbiano. Tutto questo è il risultato della capacità reattiva del nostro sistema interno. Tuttavia se le nostre emozioni sono bloccate a causa di negazioni, repressioni o traumi, il flusso del sangue può diventare cronicamente limitato, deprivando così la corteccia frontale, insieme ad altri organi, del  nutrimento vitale. Questo può renderci storditi e meno vigili, limitati sulla consapevolezza e quindi nella capacità di intervenire sul dialogo in atto fra corpo e mente, di prendere decisioni che modificano la fisiologia o il comportamento. Il risultato è che possiamo restare bloccati, incapaci di rispondere in modo attivo al mondo che ci circonda, ripetendo vecchi schemi di comportamento e di sensazione, legati a una base cognitiva ormai superata. Imparando a superare le esperienze e i condizionamenti del passato, sotto forma di ricordi immagazzinati nelle nostre cellule, per potenziare l’autocoscienza, ci si può liberare di tali blocchi, di questa “rigidità”. 

3. ATTINGERE AI SOGNI: prendiamo l’abitudine di ricordare e trascrivere i sogni fatti la notte precedente ogni giorno. I sogni sono messaggi diretti che arrivano dall’unità corpo/mente, fornendo informazioni preziose su quello che accade sul piano fisiologico, oltreché emozionale. Prendere coscienza dei propri sogni è un modo per origliare la conversazione che è in corso tra psiche e soma, e raggiungere livelli di consapevolezza che in genere sono al di là della nostra capacità di percezione. Abbiamo visto quanto siano forti le emozioni che non vengono elaborate del tutto e restano immagazzinate a livello cellulare. Durante la notte, alcune di queste informazioni vengono rilasciate e possono riaffiorare in superficie nel sogno. Catturare quel sogno e rivivere quelle emozioni può costituire un’importante esperienza risanatrice, poiché o si integrano le informazioni per la crescita, o si decide di agire in modo da attenere il perdono e sciogliere il blocco.

4. ENTRARE IN CONTATTO CON IL PROPRIO CORPO: esiste un’altra chiave di accesso alle emozioni meno filosofica, ossia il corpo fisico. I sogni funzionano e altre forme di intervento cosciente sono importanti, ma dobbiamo riconoscere anche altre vie: la pelle, la spina dorsale, gli organi interni, tutti punti nodali che danno accesso alla rete psicosomatica. Come tali vengono sfruttati dalla medicina alternativa: la medicina tradizionale cinese, l’osteopatia somato-emozionale, la riflessologia, la kinesiologia… Ad ogni modo, si può lavorare su se stessi attraverso il proprio corpo anche da soli, attraverso ad esempio la pratica dello yoga (posizioni e respirazione), fare una bella camminata quando ci si sente torpidi o impigriti o una corsa quando ci si sente ansiosi e carichi di elettricità. Esistono poi tutta una serie di approcci di consapevolezza corporea, tra i quali cito: il metodo Somatic Experiencing® di Peter Levine , il Metodo Feldenkrais® o il Metodo Alexander® (autoeducazione attraverso il movimento), il Rebirthing Transpersonale portato qui in Italia dal dottor. Falzoni Gallerani (si lavora più che altro col respiro), l‘Imprinting della nascita di Dominique De Grunges (si lavora più che altro sui traumi di nascita, considerati l’origine di tutto), il metodo Soul Voice® di Karina Shelde (si lavora attraverso l’espressione vocale), il Theta Healing® di Vianna Stibal (ci insegna ad usare la nostra naturale intuitività facendo affidamento all’amore incondizionato).8

5. RIDURRE LO STRESS: in base alla mia esperienza un metodo molto efficace per ridurre lo stress è la meditazione, perché, anche senza la nostra collaborazione cosciente, permette il rilascio di emozioni rimaste cristallizzate sotto forma di blocchi che sovvertono il sano fluire delle sostanze biochimiche nell’unità mente/corpo. Esistono tantissime tecniche di meditazione: dalla trascendentale (con ripetizione di mantra), alla vipassana (in cui ci si limita a concentrare la propria attenzione sul respiro), alle visualizzazioni guidate. Il consiglio è quello di provarne fino a che non si trova quello giusta per sé. Un’altra pratica più semplice e meno formale della meditazione, ma altrettanto efficace per ridurre lo stress, è l’abitudine di essere onesti con se stessi, ossia restare fedeli alla propria identità, vivendo in una condizione di integrità personale. Giocare: divertirsi è il metodo più economico, facile ed efficace per ridurre all’istante lo stress e ringiovanire mente, corpo e spirito. Dare sfogo al lato artistico/creativo presente in ognuno di noi: canto, teatro, pittura, scultura, scrittura, restauro, bricolage….non preoccupandosi del risultato, ma solo per il gusto di farlo.

5. FARE ESERCIZIO FISICO: il valore dell’esercizio fisico non consiste soltanto nell’irrobustire i muscoli e bruciare calorie, ma soprattutto nell’indurre il cuore a pompare più in fretta e con maggiore efficienza, aumentando quindi l’afflusso di sangue destinato ad alimentare e ripulire il cervello e tutti gli organi. Inoltre c’è il valore aggiunto della produzione di endorfine (molecole del buonumore).

6. MANGIARE CON SAGGEZZA: in questo caso non mi occuperò tanto di cosa mangiare, ma del come. Sintonizzando le emozioni e le informazioni sul processo digestivo, potrete affinare la capacità di intuire di che cosa ha bisogno il vostro corpo nel campo dell’alimentazione, e quando.  Troppo spesso ignoriamo queste informazioni, mangiamo quando non abbiamo realmente fame e usando il cibo per seppellire informazioni spiacevoli. Fame nervosa, bulimia da depressione…ecco i comportamenti che ne derivano. Chiedete a voi stessi ” ho fame?” e prima di mangiare aspettate di provare sensazione di fame. Siamo tutti frastornati dal continuo cambiare parere dei guru dell’alimentazione. Anche se non intendo certo raccomandarvi di ignorare i principi nutritivi fondamentali, suggerisco di fare maggiore affidamento alla saggezza del corpo, quando si tratta di prendere decisioni nel campo dell’alimentazione. La smania di mangiare qualche cosa di dolce può essere un segnale che il vostro cervello ha bisogno di carburante, quindi addentate un frutto. Il desiderio di un hamburger può indicare che il corpo ha bisogno di più proteine, quindi aggiungete alla vostra dieta prodotti animali o a base di soia o legumi. I vantaggi che derivano da un’alimentazione regolata in base alle emozioni (non agli impulsi) sono maggiori di quelle che può apportare l’adesione a certe norme dietetiche. L’ambiente nel quale consumate i pasti influisce molto sull’esperienza emozionale all’ora dei pasti (meglio se piacevole, privo di stress, in buona compagnia). Mangiare mentre si è turbati sul piano emotivo o si ha fretta può essere molto dannoso per il processo digestivo. Mentre mangiate, siate pienamente coscienti di ciò che fate e rendete grazia al cibo, assaporandone il sapore e la consistenza.

8. EVITARE OGNI ABUSO: non esiste alcuna differenza fra droghe legali (o farmaci) e quelle illegali: sono tutte potenzialmente dannose. Di tutte si può abusare e tutte possono contribuire ad intaccare lo stato di salute in una o nell’altra forma, per esempio causando depressioni croniche. Ciò che spinge gli esseri umani a consumare droghe legali o illegali (uno dei problemi centrali della nostra società) sono le emozioni malate, non sanate, ignorate, non elaborate o integrate, o addirittura rimosse. 

 

 

Concludo citando le parole di una persona cara: “il corpo diventa il campo di battaglia per i giochi di guerra della mente. Tutti i pensieri e le emozioni rimasti in sospeso, le esperienze negative alle quali restiamo aggrappati, traspaiono dal corpo e ci fanno ammalare. Perdonare significa lasciare andare tutto questo fardello inutile, schiudendo il cuore e imparando quindi ad amare, che è il motivo per cui penso siamo tutti qui su questo pianeta. E’ tanto semplice, eppure è una lezione così difficile da apprendere”…

…e dicendo che tutti i metodi/tecniche elencate in questo articolo sono state esperite da me personalmente ed ognuna a suo modo ha aperto delle mie porte interiori contribuendo ad una metamorfosi. Sperimentando concretamente cosa significa rilasciare emozioni nocive e prendendo consapevolezza dei miei blocchi/convinzioni autolimitanti ho anche capito che il corpo è il subconscio, e non è possibile guarirlo soltanto con la parola (analisi razionale).

 

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